Come ogni mattina prendo il treno. Come ogni mattina mi siedo a fianco di qualcuno con la classica domanda inutilmente gentile "Das ist frei?". Come spesso mi succede non guardo mai in faccia il mio vicino di posto, vuoi per il sonno, vuoi perché ho altri pensieri.
Stamattina però la mia attenzione è caduta sull`agire del mio vicino. Stava trafficando con cartelle e penna rossa, facendo quà e là scarabocchi, o almeno li ho interpretati così. Capisco che è un porfessore. Probabilmente sta corregendo dei compiti o delle ricerche. Punto lo sguardo. "Die Forschungen", le ricercche riguardavano qualcosa di chimico, esperimenti sull'acqua e altre sostanze. Le ricerche non erano molto professionali, molte scritte a mano, quindi ho dedotto che fosse roba da liceo. Finito di sfogliare tutte le forschungen, il mio compagno di viaggio estrae qualcosa che smuove i miei ricordi. Un registro. Il registro dei voti. Inizia a fare dei cerchietti a fianco dei nomi, a mettere dei numeri, a scrivere dei commenti. In quel momento mi viene in mente il liceo e le frasi che di solito si ripetevano ai professori : " No, per favore prof. avevo studiato, può farmi un'altra domanda...", "...Pensavo di meritare di più" o "Può interrogarmi la prossima volta". Il tutto ripetutto con tono servile e di viscida sottommisione. Poi quando ti spostavi verso il tuo banco, nella testa rimbalzavano le bestemmie più immonde.
Per il mio vicino "professore" provo fastido e un desiderio di rivalsa per i torti subiti in passato. Vorrei tatuargli i voti in rosso in fronte.Per fortuna il treno arriva a Mannheim. Mi alzo e mi avvicono all'uscita. Come nei fanno i cowboy nei western, decido di dare un'occhiata alla mia vittima prima di scendere. Quello che vedo è un ragazzo della mia etá, forse anche più giovane di me (..questo potrebbe aprire discussioni sulla possibilità di carriera da professore in Germania molto anticipata rispetto all'Italia), vestito come me e con un evidente problema di strabismo.
In quel momento il mio pensiero si è stravolto ed ho iniziato ad immaginare questa scena. Venti stronzetti in età "tempesta-ormonale" che si vedono arrivare in classe il prof di chimica strabico. Risate dietro le spalle del compagno di fronte. Disegnini e caricature del prof. con gli occhi che guardano uno il polo nord e l'altro il polo sud. " Sta arrivando Bellosguardo" "Ma sta guardando me o la porta?"
Ho iniziato a provare compassione e, sebbene la scena della classe sia frutto della mia fantasia, volevo andare da questo giovane prof e dirgli :" Lasciali stare, questi stronzetti". Mentre le porte del treno di aprivano per farmi uscire, ho pensato quanto sia difficile ( e impossibile) restare fermi nella stessa posizione quando subentra l'immedesimazione e la partecipazione. Che sia colpa dell'età?

La prossima volta torno con qualcosa di più sbarazzino...


Dopo tre apparizioni in video, qualunque coglione che viene intervistato dice la sua e anche quella degli altri.
enzo biagi